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La destra è un pericolo per il Paese

Il fascismo è un crimine

Il fascismo ormai è stato sdoganato, in Italia, da decenni di ammiccante noncuranza, di rimozione del passato, di opportunismo politico, di compiacente fiancheggiamento.

Così, è ormai passata l’assurda idea che anche il fascismo è un’idea politica e allora chi la professa deve avere la possibilità di manifestarla. Tanto che le organizzazioni fasciste possono presentarsi alle elezioni della Repubblica Italiana.

Invece, la stessa esistenza di organizzazioni che si richiamano al fascismo è contro le leggi vigenti; ma purtroppo il clima politico ha reso possibile, paradossalmente, un’interpretazione delle leggi (Scelba, Mancino) che le nega.

La Costituzione è chiarissima, nelle Disposizioni Finali che vietano la ricostituzione del Partito Fascista “sotto qualsiasi forma”. Ma anche la Carta Costituzionale è disattesa: organizzazioni come Casapound, Forza Nuova, Lealtà e Azione possono tranquillamente esercitare la loro attività politica, fatta di odio, sopraffazione e violenza. E possono svolgere la loro attività finanziaria.

Una recente inchiesta de “l’Espresso” ha rivelato impressionanti particolari relativi al modo in cui la destra fascista si procaccia i fondi necessari alla propria azione: un intreccio di affari poco chiari che attraversa l’Europa ed il nostro Paese permette a queste organizzazioni di arricchirsi.

Inoltre, gli avvenimenti di Ostia, dove una famiglia in odore di mafia ha dato il proprio appoggio a Casapound in occasione delle elezioni amministrative, fanno capire che, per entrare nelle istituzioni, i fascisti non si fermano davanti a nulla e che possono accordarsi con la criminalità organizzata.

Fino a dove dovrà arrivare l’infiltrazione della destra e della malavita nelle Istituzioni?

Non si può più rimandare lo scioglimento di tutte le organizzazioni che si richiamano al fascismo.

Sono un pericolo per tutto il Paese.

La Repubblica ha dimostrato di non avere gli anticorpi democratici per difendersi dalle infiltrazioni nelle proprie istituzioni: la mafia entra nei Consigli Comunali e la corruzione dilaga. Vogliamo trovarci domani con i fascisti che riprendono il potere, sia pure “democraticamente”?

Gli antifascisti devono impedirlo.

Il fascismo non è un’opinione. È un crimine.

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La storia siamo noi

sana e robusta costituzione
► Riflessioni di una mattina di inizio settimana
Avevo ancor il cuore pieno del bel pomeriggio di domenica, trascorso alla Festa della Sezione Barona, con tanta gente, tanto calore, tanta “amicizia”, tanta speranza e progetti per il futuro; qualcosa che ti lascia felice, sereno, soprattutto per ciò che quel calore, quell’impegno, quell’amicizia, significano.
Mi risveglio e l’ascolto del giornale radio e della rassegna stampa è stato piuttosto brutale. Perciò ho deciso di non fare singole note, come al solito, ma di attenermi piuttosto al quadro complessivo.
La settimana si apre con la quasi certezza che sarà approvata la legge elettorale, una legge orrenda che si può riassumere nelle scarne ma decise parole di un commentatore: “una legge che doveva assicurare rappresentanza e governabilità e invece non riesce a garantire né l’una né l’altra”. Una bella prospettiva, non c’è che dire; e non tanto per la governabilità (alla fine qualche soluzione si dovrà trovare), quanto per la rappresentanza, che invece si appresta a ricevere un ulteriore e grave vulnus.
Poi, la notizia dell’esito elettorale in Austria. Un giovane che conquista il potere facendo proprie le peggiori idee nazionaliste, egoistiche e xenofobe della destra estrema. Il rischio di altri muri e di altro filo spinato, e quello di un governo di coalizione in cui potrebbe entrare, a vele spiegate, appunto, la destra estrema. E’ la conferma di quanto andiamo dicendo da tempo, che in Europa c’è uno slittamento verso una destra che non è solo conservatrice, ma peggio, quando addirittura non è una destra nera.
Il guaio è che il problema non è solo austriaco e comunque fornirà elementi di incoraggiamento per tutti i peggiori istinti che serpeggiano per il nostro Continente e per l’Unione europea, che è sempre più divisa e incapace di affrontare i rischi reali che si pongono davanti a tutti i Paesi.
Poi si avvicina (per veneti e lombardi) il voto referendario (inutile e dannoso) per l’ ”autonomia”. Un sondaggio, stamane, rivelava che l’autonomia – almeno in Lombardia – interessa ben pochi. Poi, è solo un referendum consultivo, che peraltro incide sui bilanci di questa Regione per una cinquantina di milioni, davvero spesi male, quando ci sono ben altri problemi e priorità e tante persone (italiane e non) che hanno bisogno di assistenza.
Rimbalza, poi, ancora la notizia che i fascisti romani vogliono fare la manifestazione che hanno preannunciato, con un cattivo gusto incredibile (la “marcia su Roma”) a tutti i costi, anche nonostante i divieti. Qui bisogna essere chiari e netti. Lo Stato ha ritenuto giustamente, che questa manifestazione non si può e non si deve fare; e non può certamente tollerare che la si faccia ugualmente. Altrimenti, si avrebbe un successo dei “dimostranti”, e una squalificazione degli organi dello Stato, che risulterebbero “imbelli” (come molti lo furono all’epoca della nascita del fascismo).
Noi faremo le nostre manifestazioni a Roma e in tutta Italia, con la nostra serenità, e con la nostra volontà di “informazione” e di formazione di cittadini e delle cittadine, che – prima di tutto – devono sapere di che cosa si tratta, cosa è stata la marcia su Roma, cosa è stato il fascismo; e dovrebbero ribellarsi al solo fatto che qualcuno osi richiamarsi ad una vicenda ed una data nefaste.

Insomma, una settimana, che si apre con notizie e fatti che quantomeno metterebbero di cattivo umore il più pacifico ed ottimista dei cittadini. Noi siamo contrari, per principio, al “cattivo umore”. Ci arrabbiamo, è vero, proviamo una profonda sensazione di ripulsa, ma poi reagiamo e facciamo quanto possibile perché le cose cambino. Il nostro lavoro ed il nostro impegno quotidiano, la nostra forza sono fatti di due elementi: il primo è costituto dal costante richiamo ai valori della Costituzione, che sono lì – ben saldi e intangibili – ad indicarci la strada; il secondo è costituito dalla nostra capacità di non arrenderci mai e di riuscire sempre a trasformare anche i momenti peggiori in un rinnovo del nostro impegno civile e politico.
Del resto, ne abbiamo viste tante (il fascismo, l’occupazione tedesca, il dopo guerra, le stragi fasciste, il terrorismo). Non ci siamo arresi ed anzi abbiamo trovato ogni volta la capacità di reagire. Non siamo soli: c’è tanta gente seria in giro, tanto volontariato, tante persone che normalmente si occupano del prossimo e tante che si indignano, magari silenziosamente, contro le nefandezze cui sono costrette ad assistere. Con loro e con i tanti che possono impegnarsi se non per sé per il futuro dei propri figli, troveremo il modo per ricondurre il Paese sui binari giusti, che sono poi quelli della Costituzione, dell’antifascismo e della democrazia. Potrà sembrare utopistico, ma un po’ di utopia ci ha aiutato anche nei momento più difficili e ci ha spinto a reagire. Semmai, dobbiamo fare di più; non basta richiamarsi ai valori della Costituzione ma bisogna pretendere che essa venga compiutamente attuata, rendendo così più democratico questo Paese, ridando a libertà e uguaglianza il senso che a questo binomio attribuirono i Costituenti, restituendo al lavoro il “valore “ che gli spetta, in virtù dell’art. 1, ricordando a tutti le parole più importanti che ricorrono nella Costituzione (scritte, e non) la dignità, il buon governo, la corretta amministrazione, l’etica nella politica ed anche nella vita privata, la democrazia e l’antifascismo.

Si fa presto, volendo, a passare dall’umore nero delle cattive notizie alla convinzione che, impegnandosi, si può cambiare il Paese, e fare in modo che esso diventi davvero quel Paese democratico e antifascista che è disegnato con chiarezza dalla Carta costituzionale e non deve restare confinato, appunto nella Carta. Basta crederci, volere e impegnarsi. Allora si apriranno un altro giorno, un’altra settimana, con auspici, speranze, certezze di ben altro rilievo.

CARLO SMURAGLIA, Presidente dell’Anpi Nazionale da “ANPINews”

 

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25 aprile 2017 – Milano, Festa della Liberazione

Festa della Liberazione

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25 aprile a Senago – programma

xxv aprile 2017

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di | aprile 24, 2017 · 6:10 pm

Lettera aperta antifascista alla maggioranza di governo di Senago

partigiani-sempre

I FASCISTI DI NUOVO A SENAGO

A:Sinistra Ecologia e Libertà, Senago

Al Partito Democratico di Senago

A: Insieme per Senago

Ai rispettivi Gruppi Consiliari

Senago, 26 ottobre 2016

Il 16 ottobre 2016 un drappello di militanti dell’organizzazione di estrema destra “Forza Nuova” ha montato un gazebo nel centro di Senago ed ha potuto fare propaganda delle proprie idee.

Non è la prima volta.

Le idee di questa organizzazione, fondata da personaggi condannati per banda armata e associazione sovversiva (fonte: Wikipedia) propagano odio contro immigrati, omosessuali, zingari, scegliendo i propri bersagli proprio tra le vittime che i nazisti vollero nei lager e nelle camere a gas.

Basterebbe già solo questo per impedir loro di diffondere il distruttivo messaggio di odio ed intolleranza.

Basterebbe il ricordo delle conseguenze che la diffusione delle idee di questo tipo portò nel mondo.

Basterebbe l’applicazione delle leggi esistenti (Scelba, Mancino).

Ma di più, la maggioranza di governo di Senago si impegnò, con una Mozione approvata dal Consiglio Comunale il 21 dicembre 2015, a togliere agibilità politica a chi si richiama alle idee del defunto regime fascista.

La mozione votata da SEL, IpS e PD impegna Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale ad “escludere qualunque tipo di propaganda o manifestazione sul territorio comunale di organizzazioni o altri soggetti che si ispirino al nazifascismo” e “ad istituire meccanismo di intervento che consentano di negare e/o ritirare il rilascio dell’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico ad associazioni che presentino richiami all’ideologia fascista, alla sua simbologia, alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale”.

Erano solo vane parole?

Perché non si impedisce a Forza Nuova di fare propaganda a Senago?

Qualcuno sostiene che non lo si può impedire perché a Forza Nuova venne concesso di presentarsi alle elezioni politiche ed europee, fin dal 2001.

Eppure il presidente Pertini ebbe a dire che il fascismo non è un’opinione, ma un crimine.

La concessione di spazio politico elettorale ad un’organizzazione del genere fu un gesto esecrabile, in contrasto con la Costituzione (XII Disposizione finale), che vieta la ricostituzione del partito fascista sotto qualsiasi forma.

Il fatto che i Ministeri degli Interni del passato, tutti con… trazione a destra, abbiano voluto sfregiare la Costituzione in questo modo richiede un ravvedimento democratico ed antifascista.

La mozione antifascista senaghese, simile a quella approvata in molti Comuni vicini, rappresentava un passo in questa direzione.

La concessione bonaria o corriva di spazio politico all’estrema destra sta facendo dell’Italia, e precisamente della Lombardia, il territorio europeo dove si concentrano le manifestazioni dei più pericolosi estremisti e terroristi europei, che possono fare in Italia ciò che viene loro negato nei loro stessi Paesi.

Forse lo stravolgimento della Costituzione proposto dall’imminente referendum costituzionale prelude proprio all’abbandono dei valori fondativi di essa e della nostra Repubblica. L’antifascismo fa parte di essi.

SEL, IpS e PD facciano seguire i fatti alle parole della mozione che essi stessi votarono.

Non permettano mai più altre offese alla coscienza antifascista senaghese ed ai suoi morti per la libertà Mantica e Lattuada, la cui memoria va onorata e non vilipesa.

Lo spazio pubblico a Forza Nuova, d’ora in poi, va negato.

ANPI Senago

Sinistra Senago

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A Milano l’estrema destra assedia il Giorno della Memoria.

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January 22, 2016

Che l’antifascismo non fosse più una cosa scontata lo sapevamo già, ma che ormai sia venuto meno anche un minimo di pudore è senz’altro un dato da evidenziare. Già, perché a Milano il Giorno della Memoria (27 gennaio) sta per essere letteralmente assediato da iniziative dell’estrema destra. Domenica 24 si tiene il convegno organizzato da un network europeo di ispirazione nazifascista, che comprende, oltre la nostrana Forza Nuova, anche organizzazioni come i tedeschi della Npd o quella banda di delinquenti che è la greca Alba Dorata. Il 28 e il 29 gennaio, poi, è il turno del fascioleghismo in salsa europea, con un evento che prevede il lancio ufficiale in Italia della coppia Salvini-Le Pen. E tutto questo senza che a livello istituzionale si siano ad oggi registrate reazioni degne di nota. Insomma, come se ormai valesse tutto.

Il Giorno della Memoria è sicuramente una commemorazione dai contorni molto istituzionali e quindi poco adatta a stimolare coinvolgimento e mobilitazione, ma è pur sempre il giorno in cui si ricorda la più grande infamia della storia del nostro continente, cioè l’Olocausto, il genocidio di ebrei e rom, lo sterminio dei popoli “non ariani, gli  “untermenschen”, degli omosessuali, dei disabili, degli oppositori politici. Per questo si tratta di un giorno che dovrebbe di per sé tenere alla larga nazisti, fascisti, razzisti, antisemiti, xenofobi, omofobi e simili. Dovrebbe, appunto, ma evidentemente non è più così.

Il convegno del 24 gennaio è organizzato dalla rete nazifascista europea “Alliance for Peace and Freedom” (Apf) e inizialmente doveva tenersi alle Stelline, ma l’intervento dei movimenti antifascisti e dell’Anpi, che si è portata dietro un po’di sinistra politica e sociale, ha fatto saltare la location. Hanno poi provato in Regione, ma è andata male anche lì, un po’ perché gli alleati della Lega si chiamano Casa Pound e non Forza Nuova e un po’ perché Maroni è già impegnato in altre edificanti battaglie, come quella di riuscire a trascinare il gonfalone di Regione Lombardia al Family Day. Quindi, finirà come al solito, cioè il convegno si terrà in un albergo milanese (ancora sconosciuto), grazie alla gentile intermediazione della Questura.

In ogni caso, non solo le reazioni da parte delle istituzioni del territorio, come il Comune (e gli stessi aspiranti sindaci) o la Regione (ma qui stendiamo un velo pietoso), sono state finora al di sotto del minimo sindacale, ma addirittura ci sono rappresentanti istituzionali che partecipano in prima persona al convengo del 24. A parte la grottesca consigliera regionale Baldini (a suo tempo eletta nella Lista Maroni), le locandine annunciano persino la presenza del ciellino ed ex Ministro Mario Mauro a fianco del capo di Forza Nuova.

Contro il convegno nazifascista il Comitato Permanente Antifascista ha organizzato un presidio per domenica mattina alle ore 10.00 alla Loggia dei Mercanti. Per ora ci risulta essere l’unica iniziativa in campo.

Il 28 gennaio alle 18 si terrà invece il convegno promosso dal gruppo parlamentare europeo di estrema destra, “Europa delle Nazioni e della Libertà”, costituito tra gli altri dalla Lega e dal Front National. Salvini questa volta non ha osato la piazza e tutto si svolgerà al chiuso (si entra solo con prenotazione), in una sala di Milano Congressi in FieraMilanoCity. È prevista la presenza di numerosi parlamentari europei e soprattutto dei capi dei principali partiti dell’estrema destra istituzionale del continente, a partire da Marine Le Pen. Alcuni rumours parlano anche della possibile presenza di deputati omofobi del partito di Putin. In altre parole, sarà il lancio politico, rivolto anzitutto alla stampa nazionale (conferenza stampa il 29 mattina), del fascioleghismo come opzione di governo, nazionale e continentale, e la conferma pubblica e definitiva della collocazione della Lega nell’alveo della destra radicale e xenofoba europea.

Con l’aria che tira in Europa e mentre anche qui da noi razzisti e xenofobi soffiano quotidianamente sul fuoco, se non peggio, sarebbe davvero incomprensibile se il progetto della coppia Salvini-Le Pen non incontrasse a Milano una voce contraria. Per questo diverse realtà, unite nella firma Milano Antifascista, Antirazzista e Meticcia, hanno indetto un corteo per giovedì 28 gennaio, con partenza alle h. 18 aPagano. Nell’evento fb www.facebook.com/events/768303223281523/ trovate le info e gli aggiornamenti.

Per la mattina del 29 gennaio è previsto, inoltre, un corteo degli studenti, con partenza alle h. 9.30 da Cairoli. 

di Luciano Mulhbauer.

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Una firma contro il fascismo

Domenica 24 dicembre dalle ore 9:00 alle 12:00 a Senago in piazza A. Moro, 
saremo presenti con un banchetto per raccogliere le firme.
 

 

Si chiede l’immediato scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste, da Forza nuova a Casa Pound a Lealtà Azione alla Comunità militante dei dodici raggi e consimili, che traggono ispirazione dal passato ventennio mussoliniano come dal nazismo e che assumono come modelli di riferimento organizzazioni terroristiche e antisemite dello scorso secolo, come la Guardia di Ferro rumena e Le croci frecciate ungheresi.
Diversi esponenti di questi stessi raggruppamenti sono stati in questi anni protagonisti di atti apologetici del fascismo, violenze gravissime, spesso a sfondo razziale, e per queste ragioni condannati dalla giustizia ordinaria.
La volontà da parte di dette formazioni di ricostituire nel presente il partito fascista, contravvenendo alla legge, è un dato inconfutabile.
La stessa Corte di Cassazione, l’8 gennaio 2010 (sentenza 19449 Quinta sezione penale), riguardo Forza nuova, ribadiva la natura «nazifascista»dell’organizzazione.
Si richiede altresì da subito il divieto alle organizzazioni citate di poter accedere a spazi pubblici, all’aperto o al chiuso, per manifestazioni, convegni, concerti, raccolta firme o altre attività a fini propagandistici.

Anpi Senago

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Fascisti anche a Senago

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Come era ampiamente prevedibile, visto il clima che si respira in tutto il paese, anche Senago ha visto la comparsa di elementi fascisti sul proprio territorio

Preceduti una settimana prima da manifesti abusivi, nella mattina di domenica 22 novembre, in piazza Dalla Chiesa, l’organizzazione di estrema destra Forza Nuova ha potuto tranquillamente e sfacciatamente occupare il suolo pubblico con un gazebo e distribuire volantini che propagandavano idee razziste e xenofobe.

Un anno e mezzo fa, con facile preveggenza, Anpi Senago, Rete Antifascista Nord Ovest Milano e Sinistra Senago presentarono al Consiglio Comunale di Senago la richiesta di approvare un dispositivo antifascista che individuasse strumenti per prevenire il riemergere di forze che si richiamano a ideologie fasciste, razziste e xenofobe. La richiesta fu trasformata in mozione da parte di SEL.

Ma in Consiglio Comunale la minoranza (Lega Nord, Forza Italia e Vivere Senago), con l’appoggio di alcuni elementi della maggioranza, si oppose alla mozione antifascista e ne causò il ritiro e la bocciatura.

La Lega Nord dichiarò in quell’occasione che “non vi sono fascisti a Senago”.

Ecco, oggi è arrivata la smentita.

E’ intollerabile che organizzazioni che si richiamano a ideologie che vanno contro i valori ed i principi democratici espressi nella nostra Costituzione possano impunemente propagandare odio e rancore.

Anpi Senago, Rete Antifascista Nord Ovest Milano e Sinistra Senago faranno tutto quanto è possibile affinché queste organizzazioni non possano più operare sul nostro territorio.

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L’antifascismo non è un dettaglio. No al nome di Franco Servello al Famedio.

Partigiani sempre

Il fatto è semplice. A Milano c’è il Cimitero Monumentale, che raccoglie anche tombe di uomini e donne illustri e ricorda persone che hanno “illustrato” Milano e non solo, pur se sono seppelliti in altri luoghi (qualche nome: Boito, Catalani, Cremona, Giussani, Hayez, Horowitz, Manzoni, Marinetti, Medardo Rosso, Toscanini e, più di recente Alda Merini, Franco Parenti, Giovanni Pesce e molti altri). Proprio all’ingresso del Cimitero c’è il “Famedio”, luogo dedicato al ricordo di personalità illustri, anche solo con un’iscrizione.

Dal 2010 il Comune di Milano, ha creato un’apposita Commissione del Consiglio, con rappresentanti di tutti i gruppi, per scegliere le persone che dovranno essere iscritte, ogni anno, in occasione del 2 novembre. Anche in questo caso, i nomi sono parecchi e basterà citarne solo alcuni, accanto a quelli dell’elenco sopra indicato: Leo Valiani, Aldo Aniasi, Onorina Brambilla Pesce, Giovanni Pesce, Laura Conti, Claudio Sommaruga, etc. Quest’anno la Commissione si è riunita e, all’unanimità, ha deciso di iscrivere 29 persone e in un elenco speciale, 14 donne. Ci sono Presidenti di ordini professionali, artisti di rilievo come Ronconi, medici, imprenditori. Tra le donne Fiorella Ghilardotti (prima donna Presidente di Regione), Angelica Balabanoff (politica), Maria Montessori (educatrice), Maria Grazia Cutuli (giornalista assassinata dai terroristi in Afghanistan). Fin qui nulla da dire.

Ma poi c’è anche il nome di Franco Servello (politico), che lascia veramente di stucco. Servello è stato un esponente del Movimento Sociale italiano e Senatore, per il suo partito. Ha coperto cariche pubbliche nel MSI, non ha mai rinnegato di essere stato fascista. Una cronaca dell’epoca riporta una foto del suo funerale, in cui appaiono non pochi saluti romani. Dunque, non avendo fatto nulla di eccezionale, neppure nell’esercizio delle funzioni parlamentari, allora bisogna dire che è stato inserito per “meriti fascisti”. Altrimenti, si potrebbero iscrivere tutti i parlamentari e politici, purché non siano finiti in carcere.

E’ un segno dei tempi. Naturalmente l’ANPI e l’ANED hanno vivamente protestato. Ed altrettanto naturalmente è apparso un articolo su “Il Giornale” in cui si parla di “odio che non passa”, di una sinistra che vive di logoro antifascismo, di pagine della storia d’Italia che l’ANPI vuole stracciare. Ci vuole un po’ di coraggio a scrivere certe cose, ma lasciamo stare, tanto non riusciremo mai a far capire a chi non vuol capire che l’odio non c’entra per nulla e che in gioco sono soltanto la storia e la dignità di un Paese. Il fascismo è stato quello che sappiamo: dittatura, orrori, persecuzioni razziali, morte. Non può essere considerato meritorio averne fatto parte, per la semplice ragione che la storia è andata in un’altra direzione, ha vinto la Resistenza, è nata la Repubblica, la Costituzione fondata su valori tutti contrari all’ideologia ed alla pratica fascista. Non c’è bisogno di argomentare a lungo su questo.

Lo sforzo per arrivare ad una “memoria condivisa” dovrebbe passare per altre vie, oggi ancora improponibili: e la prima tappa dovrebbe essere quella del riconoscimento della Storia, del rifiuto del fascismo e della dittatura, della straordinaria importanza della Resistenza e della Liberazione. Non siamo ancora arrivati ad una memoria “collettiva”, fondata sul comune riconoscimento almeno dei fatti principali; figurarsi se possiamo pensare ad una parificazione tra chi combatteva e si impegnava per la dittatura e chi dedicava la sua vita alla libertà del Paese.

Ma la riflessione principale deve essere un’altra: come è possibile che in una città democratica come Milano, che si gloria di una Medaglia d’oro per la Resistenza, una Commissione comunale decida una simile cosa e per di più all’unanimità? Nessuno dei componenti si è reso conto che così si reca uno sfregio ai tanti nomi degni e davvero illustri ricordati nel Famedio e si accredita una visione storica improponibile? E non è intervenuta la Giunta, né il Sindaco. Nessuno si è opposto, o ha protestato, al di fuori delle Associazioni di cui ho detto.

Questo è il vero dramma di questo Paese, che possano accadere cose del genere in una città democratica e non ci sia una reazione. So benissimo che moltissimi non saranno d’accordo con quella iscrizione; e sono convinto che neppure il Sindaco la gradirà. Ma si tace, e tutto passa in una sorta di indifferenza generale. Come a dire: “con tutto quello che succede, nel mondo e in Italia, che volete che sia?”. E ancora più grave è il non capire che così si è ragionato negli anni venti, quando nasceva il fascismo, così si è ragionato nel ’46, invece di fare una vera epurazione e rinnovare completamente il tessuto democratico della struttura dello Stato.

Se oggi fioriscono gruppi neofascisti, se ancora siamo costretti a vedere i saluti romani e i simboli fascisti (e giustamente non li tolleriamo), è per questa disaffezione alla partecipazione, questo modo di sottovalutare fatti che sembrano modesti, ma in realtà hanno un significato di assai maggior peso di quanto si pensi. Quando diciamo che questo Stato non è ancora diventato davvero antifascista, alludiamo a questi esempi, che sono tanti e che non sono più accettabili.

Bisogna che le coscienze si risveglino e si compia un salto di qualità nell’impegno democratico. Senza del quale, finiremo davvero, assai tristemente, nella palude di un Paese senza storia e senza valori. Sia chiaro, una volta per tutte, perfino a certa stampa (se ci riesce) che non stiamo fomentando odi o rancori; pretendiamo soltanto che la storia sia rispettata e accettata per quello che ci racconta e ci descrive, soprattutto delle nostre pagine migliori.

Rivolgiamo una sollecitazione, forte, a coloro che cedono ai compromessi in nome dell’unanimità, a coloro che tacciono, a coloro che non si indignano: chiediamo partecipazione, fedeltà ai princìpi ed ai valori ed infine rispetto per coloro che meritano davvero di essere ricordati e per i quali il doveroso ricordo non deve essere umiliato e svilito. Mentre il rispetto per ogni defunto come tale è, ovviamente, fuori discussione.

di Carlo Smuraglia Presidente dell’Anpi Nazionale

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Il neofascismo e lo Stato: breve cronaca di un assurdo.

Forte contrasto dell’ANPI e dei Sindaci alla manifestazione di CasaPound; ma alla fine lo Stato non interviene.

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E’ nei primi giorni del mese che si viene a sapere di due iniziative: una “tre giorni” promossa da Forza Nuova a Cantù; la festa di CasaPound a Milano. “Anche questo 2015, il Campo Solare di Cantù vedrà le bandiere di Fn stagliarsi nel cielo settembrino”, recita il blog milanese dell’organizzazione di estrema destra.

CasaPound, non da meno, promuove la sua iniziativa negli stessi giorni: dall’11 al 13 settembre.

La reazione antifascista è immediata: il Presidente dell’Anpi nazionale Carlo Smuraglia scrive alle più alte cariche dello Stato chiedendo un intervento immediato perché Milano, Medaglia d’Oro alla Resistenza, non subisca l’oltraggio, l’Anpi di Milano promuove per l’11 settembre un presidio alla Loggia dei Mercanti, il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia pone il veto alla manifestazione dei “fascisti del 2000”.

In fuga da Milano, quelli di CasaPound chiedono ospitalità a Castano Primo, in provincia della metropoli lombarda, ma lo fanno per interposta associazione sportiva di copertura, sicché il Sindaco, ignorando la natura dei sedicenti festaioli, concede l’area. Ma quando, poco dopo, scopre l’arcano, dichiara: “siamo stati raggirati”. E, a sua volta, ritira il permesso. Intanto l’Anpi promuove un presidio di protesta anche a Castano Primo. Siamo al 12 settembre. Il Prefetto conviene col Sindaco di Castano.

Intanto il Presidente del Senato Laura Boldrini risponde alla lettera di Smuraglia dichiarando la sua impotenza dal punto di vista istituzionale, ma concordando pienamente dal punto di vista politico con le posizioni dell’Anpi.

Dopo tutto ciò, davanti alle iniziative dell’Anpi nazionale e Milanese, davanti al netto rifiuto dei due Sindaci, davanti al rigetto generalizzato dell’opinione pubblica, CasaPound, minacciando improbabili occupazione di Piazza Duomo a Milano, svolge comunque la sua festa a Castano Primo davanti ad un nutritissimo schieramento di forze dell’ordine che, però, non fanno nulla per impedire lo svolgimento – pur vietato – della manifestazione. Non c’era – va da sé – l’ordine di intervenire.

A questo punto ci si chiede come mai, davanti ad una conclamata, reclamata e ostentata violazione dei divieti da parte dell’organizzazione neofascista, il Ministro dell’Interno, ma più in generale lo Stato, non abbia risposto, se non in modo tremolante e subalterno.

da Patria Indipendente. (periodico dell’Anpi Nazionale)

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