Archivi tag: 25 aprile

25 aprile 2017 – Milano, Festa della Liberazione

Festa della Liberazione

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in 25 aprile, resistenza, Uncategorized

25 aprile a Senago – programma

xxv aprile 2017

Lascia un commento

di | aprile 24, 2017 · 6:10 pm

1945 – 2015 25 Aprile 70° Anniversario della Liberazione

Partigiani sempre

Purtroppo, l’ età discrimina chi può ricordare o no quei fatti. Tutti i giornali e telegiornali sono pieni di 25 Aprile, ma il dibattito sul significato della data, sulla necessità di commemorarla, è spesso vacuo, o peggio pretestuoso.

Molti, anche per felice impossibilità anagrafica, non c’ erano, e nemmeno avevano sofferto. E allora chi c’ era e aveva sofferto si sente un diverso, avverte nei discorsi che si fanno un vuoto di conoscenze e di partecipazione.

Perché il 25 Aprile fu la fine di una guerra assurda, lunga e sanguinosa, fu il crollo di un regime asservito a un regime straniero ancora più criminale, fu il termine della paura, una paura che durava da anni, fu la cessazione di stragi di civili,d’ impiccagioni, di arbitrii, di un potere di vita e di morte incontrollato e reso furibondo dalla sconfitta vicina. Fu lo stop al terrore.

Per capire in pieno il significato del 25 Aprile giova, per esempio, aver visto (come chi scrive) l’ esercito tedesco che, in fuga per la val di Susa, si ritirava verso Torino, ammazzando qua e là qualche poveraccio; avere negli occhi le truppe francesi d’ Algeria che scendevano poderose dalla frontiera. Giova aver assistito all’ improvvisa fraternità delle persone, che si abbracciavano gridando parole al vento, ma parole di felicità; giova averle viste ballare per le strade. Giova essersi resi conto d’ improvviso che ci si poteva muovere senza preoccupazioni, che l’ invisibile ma dura prigione in cui eravamo tutti rinchiusi non esisteva più, e il mondo era aperto per chiunque. Era possibile pronunciare la parola «libertà» che noi stessi ci eravamo preclusa perché pareva soltanto un sogno. Libertà e felicità erano la stessa cosa.

C’ era voluta la guerra perché tutti capissero che cos’ era il regime, un regime abilissimo nella coltivazione del consenso. Pareva una dittatura mite. Già… mite nell’ assassinio politico (Matteotti, Rosselli, ecc.)? Mite nella guerra spietata all’ Etiopia, in pieno tramonto del colonialismo? Mite nell’ assalto alla democrazia e nei bombardamenti aerei in Spagna? Mite nell’ aggressione alla Francia, alla Jugoslavia, alla Grecia, alla Russia? Mite, infine, nell’ invio di migliaia di ebrei ai forni di Auschwitz?

È tragico che gli uomini, per capire le cose, abbiano bisogno di soffrire di persona. Altrimenti si limitano al particulare, all’ interesse immediato, sforzandosi di non vedere e non capire.

Oggi si tende a sottrarre verità e significato alla lotta svolta da minoranze illuminate contro il fascismo delle origini, collegandosi e organizzandosi pure in esilio. E piace svilire, magari alludendo a sciagurati episodi isolati, l’ opera della Resistenza, fenomeno straordinario che dai relitti di un esercito lasciato allo sbando dai comandi riuscì a cavare delle unità combattenti che diedero filo da torcere agli occupanti tedeschi e ai loro camerati italiani; che soprattutto difesero l’ onore del Paese, offuscato da giri di valzer che accreditavano la nostra fama d’ inaffidabilità: gli Alleati stessi riconobbero l’ aiuto sostanziale ricevuto.

Non era frequente, nella storia d’ Italia, quella bellicosità spontanea, quella molteplicità d’ iniziative tattiche, che trasformò molti resistenti in piccoli Garibaldi. Ne dànno una splendida rappresentazione i romanzi partigiani di Calvino, Fenoglio e Meneghello, con molta autoironia ma con il senso dell’ avventura e di un naturale eroismo.

E non era frequente la collaborazione che si sviluppò tra gruppi di diverso ceto; certo con antagonismi e incomprensioni, anche perché agli ex-militari si unirono lavoratori della terra e dell’ industria già politicizzati; ma, quasi senza eccezioni, tutti si riconoscevano nella bandiera di libertà del Cln. Anche nuova, almeno per i tempi recenti, l’ alleanza di combattenti, di civili e perfino di sacerdoti in una lotta comune, dato che le unità stazionavano spesso nel territorio di provenienza dei partigiani. Era un esercito non piccolo, tanto più se vi aggiungiamo i corpi militari di liberazione formatisi all’ ombra degli Alleati e i moltissimi internati in Germania (quasi la totalità) che rinunciarono ai grossi vantaggi offerti a quanti aderivano alla Repubblica collaborazionista di Salò.

E allora vien fatto di pensare che il 25 Aprile sia da considerare il vero inizio di una nuova vita per il nostro Paese, che infatti presto condannerà col voto la monarchia complice di Mussolini e si darà una Costituzione moderna.

In questa prospettiva, la distinzione tra chi ha goduto la fine del terrore e gli altri può cadere, dato che tutti siamo beneficiari della conquistata libertà. Il 25 Aprile dovrebbe essere per noi come il 14 luglio per i francesi, che con la caduta della Bastiglia segnano simbolicamente l’ inizio della nuova Francia.

Ecco, ora la libertà l’ abbiamo, tutti. E tutti dovremmo coltivare la passione per la libertà, essere sensibili a ogni sua minima lesione, perché la libertà si può anche perdere. Soprattutto, occorre guardarsi dall’ affidarla a volonterosi gestori: la libertà è un bene di ognuno e chi ne gode ha il dovere di esserne anche il tutore

(Cesare Segre)

Lascia un commento

Archiviato in 25 aprile, ANPI, antifascismo, manifestazione, partigiani, resistenza

Chi ha deciso di dare una medaglia ad un ufficiale fascista?

10380737_10202974939605739_6376303409588254251_n

► Ho appreso dalla stampa la notizia della consegna di una medaglia, in una sala della Camera dei deputati, dove si trovavano anche il Presidente della Repubblica e la Presidente della Camera, ad un fascista della Repubblica di Salò.

La notizia appariva così incredibile (e grave) che sono stato lieto di apprendere, da una dichiarazione emanata dalla Presidenza della Camera, che la Presidente Boldrini non aveva dato alcun premio, né aveva in alcun modo concorso ad individuare il nome del “premiato” tra quelli meritevoli di onorificenza (sono parole pressoché testuali del comunicato della Presidenza della Camera).
Altrettanto credo sia accaduto per il Presidente Mattarella, ma non è possibile anticipare nulla al riguardo, finché non ci sarà qualche comunicazione da parte del Quirinale.

Di certo, un’onorificenza è stata consegnata dal Sottosegretario Del Rio e dunque a nome della Presidenza del Consiglio. Anche il Sottosegretario ignorava tutto? Sembrerebbe impossibile; comunque, chi ha proposto e deciso quella onorificenza proprio nell’anno del 70°anniversario della Resistenza? A quali criteri ha obbedito la speciale Commissione che valuta per la Presidenza del Consiglio le onorificenze? È veramente difficile accontentarsi della prospettazione di un “errore”, a fronte di situazioni che imporrebbero una vera sensibilità democratica.

Pensiamo che su questo debba essere fatta chiarezza assoluta ed al più presto. Altrimenti dovremmo pensare che la Presidenza del Consiglio, che si propone di celebrare il 25 aprile e il 70° è disponibile, al tempo stesso, a riconoscere “i meriti” di chi militò dalla parte della dittatura, del fascismo, della persecuzione degli ebrei, degli antifascisti e dei “diversi”.
Davvero, tutto questo appare inconcepibile; l’ANPI attende, comunque, chiarimenti precisi e definitivi e, soprattutto, che ognuno si assuma le responsabilità che gli competono.

Dopo di che, prenderemo – a ragion veduta – le nostre posizioni di antifascisti e di combattenti per la libertà, che non conoscono né tentennamenti né ambiguità, ma si riconoscono nella vera storia del nostro Paese e nella Costituzione che lo regola e pretendono che altrettanto facciano le istituzioni.

Carlo Smuraglia (Presidente Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)

Lascia un commento

Archiviato in 25 aprile, antifascismo, resistenza

Se la Regione a guida leghista dimentica la Resistenza

resistenza-e1425398406784

La risposta alla nostra interrogazione della Giunta conferma i nostri sospetti: nessuna celebrazione in programma per il 70° della Liberazione, con la scusa della mancanza di fondi. Mentre la Lega marcia a Roma con Casa Pound…

La Lega marcia su Roma e mette nel dimenticatoio i valori fondanti della Repubblica. Il prossimo 25 aprile ricorrerà il settantesimo anniversario della Liberazione. E abbiamo appreso dalle parole del sottosegretario Fermi che Regione Lombardia non ha organizzato alcuna iniziativa per ripercorrere e commemorare l’evento. Uno schiaffo inaccettabile alle radici condivise del Paese e a chi ha combattuto per la libertà di noi tutti.

Secondo il sottosegretario non ci sarebbero risorse per finanziare la legge 1 del 2010 che prevede il sostegno alle attività di studio e ricordo sui fondamenti dell’assetto repubblicano. Eppure i soldi per organizzare convegni omofobi li trovano. E vanno pure in piazza insieme a CasaPound. Proprio ora che, secondo le stime delle forze di polizia, 150 mila nuovi fascisti aderiscono a movimenti che si rifanno ai valori del nazismo e che promuovono eventi e manifestazioni, in un panorama europeo dove emergono pesanti rigurgiti xenofobi. Proprio ora che occorrerebbe tenere ancor più alto il livello di attenzione e memoria.

La Resistenza ha rappresentato un momento di unità nazionale e dovrebbe costituire punto di riferimento irrinunciabile per tutte le forze politiche che si definiscono democratiche. Non possiamo davvero tollerare che Regione Lombardia si sottragga alla celebrazione dei fondamenti del nostro ordinamento costituzionale, nato sui valori dell’antifascismo, della Resistenza e della lotta di Liberazione.

Lucia Castellano (Capogruppo Patto Civico Consiglio Regionale della Lombardia)

Lascia un commento

Archiviato in 25 aprile, antifascismo, resistenza

Il 25 aprile va a scuola

25aprile2014ANPI Senago, in collaborazione con la scuola secondaria di I grado I.C. Marco Polo di Senago, hanno organizzato, per la ricorrenza del 25 aprile 2014, il concorso “Dalla Resistenza la Costituzione”. I disegni ralizzati dai ragazzi di terza media, sono stati esposti presso Villa Sioli.

Vincitrice del concorso il disegno (usato per i manifesti esposti dal Comune) di Chiesa Alice, classe 3C,  intitolato “COSTITUZIONE” che lei stessa descrive così:

“Con questo disegno ho deciso di rappresentare i principi fondamentali della Costituzione Italiana con diverse App. La nostra Costituzione, che è una delle migliori al mondo, sancisce tutti i diritti fondamentali, come la libertà di pensiero, il diritto al lavoro, la tutela del patrimonio culturale, l’istruzione, la giustizia, l’uguaglianza e moltissimi altri. Insomma, i padri costituenti hanno fatto un ottimo lavoro e se i frutti non si vedono è solo perchè la maggior parte delle persone non ha mai preso in mano quel libro e molte volte non l’ha neanche letto.”

 

1 Commento

Archiviato in 25 aprile, scuola

Buon 25 aprile

E fummo vivi; insorti con il taglio

ridente della bocca, pieni gli occhi,

piena la mano nel suo pugno, il cuore

d’improvviso ci appare in mezzo al petto.

(S. Quasimodo, 25 Aprile da Il capo sulla neve)

 

Guardo le vecchie foto della liberazione nelle piazze italiane – donne, uomini, ragazzi festosi, una massa lieta – e m’immagino quale potesse essere la loro felicità dopo vent’anni di umiliazione, dopo una guerra sanguinosa e una violenta lotta di liberazione.

Quelle immagini di persone senza paura, con il sorriso in volto e la dignità negli occhi sono il simbolo di una nuova Italia da ricostruire assieme. La più grande eredità della Resistenza è lo spirito solidale che l’ha animata, contribuendo alla vittoria sulla violenza fascista. In un periodo di grave crisi economica è indispensabile far rivivere lo spirito di solidarietà dei partigiani, in modo da superare le difficoltà in cui versa il nostro Paese. Da soli non si può nulla (o comunque poco) con l’unità degli intenti e delle forze si raggiungono i risultati migliori. Ed è stato questo il messaggio che la Sezione ANPI di Senago ha voluto trasmettere, nei giorni scorsi, ai bambini delle classi quinte elementari dell’ex primo circolo didattico, proponendo loro un laboratorio sulla Resistenza.

Il 25 Aprile per noi vuole essere un giorno festoso, un grande inno alla libertà e alla pace. Ribadire il messaggio di pace che soggiace a questa festività, significa cercare di accantonare alcune tendenziose letture storiche della Resistenza, che hanno come fine ultimo riabilitare gli oppressori e invasori nazifascisti. Italo Calvino scrisse: Da noi, dai partigiani, niente va perduto, nessun gesto, nessun sparo, pure uguale a loro, va perduto. Tutto servirà, se non a liberare noi a liberare i nostri figli, a costruire una umanità senza più rabbia, serena, in cui si possa non essere cattivi. L’intento ultimo e supremo della lotta dei partigiani fu non solo la costruzione di un’Italia più giusta e libera, ma anche la speranza di poter consegnare alle generazioni future un mondo sereno, in cui la guerra venisse accantonata. Forse questa ultima istanza può essere considerata utopica, ma non si può non vedere la bellezza di un intento così alto e così nobile.

Noi partigiani del 2000, figli, nipoti, ammiratori dei combattenti per la Libertà abbiamo il compito altissimo di vegliare sulla Memoria, per poter difendere tutti i risultati e le eredità della lotta dei partigiani.

Buon 25 Aprile a tutti!

Ora e sempre Resistenza!

 

ANPI SENAGO.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized