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BENVENUTI PROFUGHI

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Il 1° novembre arriveranno a Milano, nella caserma Montello, circa 300 profughi che l’Italia, come è suo dovere, ospita.

La Lega Nord e le altre forze della destra estrema stanno facendo di tutto per impedirlo, seminando paura tra i cittadini e addirittura invitando le forze dell’ordine alla disobbedienza, quindi all’ammutinamento.

Le organizzazioni di destra estrema chiedono che si ripetano a Milano gli episodi di inciviltà razzista con cui gli abitanti di Goro hanno di fatto impedito che dodici donne e otto bambini venissero ospitati in una struttura locale.

Ma per fortuna non tutti hanno perso ogni senso di umanità.

Il Comitato Zona 8 Solidale organizza, per tutta la giornata del 1° novembre, a partire dalle 10:30, una festa popolare in Via Caracciolo per dare il benvenuto ai rifugiati.

Tutti coloro che non intendono cedere al ricatto della paura ed all’ignominia del razzismo sono invitati a partecipare.

Rifugiati, siete i benvenuti.

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Lettera aperta antifascista alla maggioranza di governo di Senago

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I FASCISTI DI NUOVO A SENAGO

A:Sinistra Ecologia e Libertà, Senago

Al Partito Democratico di Senago

A: Insieme per Senago

Ai rispettivi Gruppi Consiliari

Senago, 26 ottobre 2016

Il 16 ottobre 2016 un drappello di militanti dell’organizzazione di estrema destra “Forza Nuova” ha montato un gazebo nel centro di Senago ed ha potuto fare propaganda delle proprie idee.

Non è la prima volta.

Le idee di questa organizzazione, fondata da personaggi condannati per banda armata e associazione sovversiva (fonte: Wikipedia) propagano odio contro immigrati, omosessuali, zingari, scegliendo i propri bersagli proprio tra le vittime che i nazisti vollero nei lager e nelle camere a gas.

Basterebbe già solo questo per impedir loro di diffondere il distruttivo messaggio di odio ed intolleranza.

Basterebbe il ricordo delle conseguenze che la diffusione delle idee di questo tipo portò nel mondo.

Basterebbe l’applicazione delle leggi esistenti (Scelba, Mancino).

Ma di più, la maggioranza di governo di Senago si impegnò, con una Mozione approvata dal Consiglio Comunale il 21 dicembre 2015, a togliere agibilità politica a chi si richiama alle idee del defunto regime fascista.

La mozione votata da SEL, IpS e PD impegna Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale ad “escludere qualunque tipo di propaganda o manifestazione sul territorio comunale di organizzazioni o altri soggetti che si ispirino al nazifascismo” e “ad istituire meccanismo di intervento che consentano di negare e/o ritirare il rilascio dell’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico ad associazioni che presentino richiami all’ideologia fascista, alla sua simbologia, alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale”.

Erano solo vane parole?

Perché non si impedisce a Forza Nuova di fare propaganda a Senago?

Qualcuno sostiene che non lo si può impedire perché a Forza Nuova venne concesso di presentarsi alle elezioni politiche ed europee, fin dal 2001.

Eppure il presidente Pertini ebbe a dire che il fascismo non è un’opinione, ma un crimine.

La concessione di spazio politico elettorale ad un’organizzazione del genere fu un gesto esecrabile, in contrasto con la Costituzione (XII Disposizione finale), che vieta la ricostituzione del partito fascista sotto qualsiasi forma.

Il fatto che i Ministeri degli Interni del passato, tutti con… trazione a destra, abbiano voluto sfregiare la Costituzione in questo modo richiede un ravvedimento democratico ed antifascista.

La mozione antifascista senaghese, simile a quella approvata in molti Comuni vicini, rappresentava un passo in questa direzione.

La concessione bonaria o corriva di spazio politico all’estrema destra sta facendo dell’Italia, e precisamente della Lombardia, il territorio europeo dove si concentrano le manifestazioni dei più pericolosi estremisti e terroristi europei, che possono fare in Italia ciò che viene loro negato nei loro stessi Paesi.

Forse lo stravolgimento della Costituzione proposto dall’imminente referendum costituzionale prelude proprio all’abbandono dei valori fondativi di essa e della nostra Repubblica. L’antifascismo fa parte di essi.

SEL, IpS e PD facciano seguire i fatti alle parole della mozione che essi stessi votarono.

Non permettano mai più altre offese alla coscienza antifascista senaghese ed ai suoi morti per la libertà Mantica e Lattuada, la cui memoria va onorata e non vilipesa.

Lo spazio pubblico a Forza Nuova, d’ora in poi, va negato.

ANPI Senago

Sinistra Senago

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A Milano l’estrema destra assedia il Giorno della Memoria.

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January 22, 2016

Che l’antifascismo non fosse più una cosa scontata lo sapevamo già, ma che ormai sia venuto meno anche un minimo di pudore è senz’altro un dato da evidenziare. Già, perché a Milano il Giorno della Memoria (27 gennaio) sta per essere letteralmente assediato da iniziative dell’estrema destra. Domenica 24 si tiene il convegno organizzato da un network europeo di ispirazione nazifascista, che comprende, oltre la nostrana Forza Nuova, anche organizzazioni come i tedeschi della Npd o quella banda di delinquenti che è la greca Alba Dorata. Il 28 e il 29 gennaio, poi, è il turno del fascioleghismo in salsa europea, con un evento che prevede il lancio ufficiale in Italia della coppia Salvini-Le Pen. E tutto questo senza che a livello istituzionale si siano ad oggi registrate reazioni degne di nota. Insomma, come se ormai valesse tutto.

Il Giorno della Memoria è sicuramente una commemorazione dai contorni molto istituzionali e quindi poco adatta a stimolare coinvolgimento e mobilitazione, ma è pur sempre il giorno in cui si ricorda la più grande infamia della storia del nostro continente, cioè l’Olocausto, il genocidio di ebrei e rom, lo sterminio dei popoli “non ariani, gli  “untermenschen”, degli omosessuali, dei disabili, degli oppositori politici. Per questo si tratta di un giorno che dovrebbe di per sé tenere alla larga nazisti, fascisti, razzisti, antisemiti, xenofobi, omofobi e simili. Dovrebbe, appunto, ma evidentemente non è più così.

Il convegno del 24 gennaio è organizzato dalla rete nazifascista europea “Alliance for Peace and Freedom” (Apf) e inizialmente doveva tenersi alle Stelline, ma l’intervento dei movimenti antifascisti e dell’Anpi, che si è portata dietro un po’di sinistra politica e sociale, ha fatto saltare la location. Hanno poi provato in Regione, ma è andata male anche lì, un po’ perché gli alleati della Lega si chiamano Casa Pound e non Forza Nuova e un po’ perché Maroni è già impegnato in altre edificanti battaglie, come quella di riuscire a trascinare il gonfalone di Regione Lombardia al Family Day. Quindi, finirà come al solito, cioè il convegno si terrà in un albergo milanese (ancora sconosciuto), grazie alla gentile intermediazione della Questura.

In ogni caso, non solo le reazioni da parte delle istituzioni del territorio, come il Comune (e gli stessi aspiranti sindaci) o la Regione (ma qui stendiamo un velo pietoso), sono state finora al di sotto del minimo sindacale, ma addirittura ci sono rappresentanti istituzionali che partecipano in prima persona al convengo del 24. A parte la grottesca consigliera regionale Baldini (a suo tempo eletta nella Lista Maroni), le locandine annunciano persino la presenza del ciellino ed ex Ministro Mario Mauro a fianco del capo di Forza Nuova.

Contro il convegno nazifascista il Comitato Permanente Antifascista ha organizzato un presidio per domenica mattina alle ore 10.00 alla Loggia dei Mercanti. Per ora ci risulta essere l’unica iniziativa in campo.

Il 28 gennaio alle 18 si terrà invece il convegno promosso dal gruppo parlamentare europeo di estrema destra, “Europa delle Nazioni e della Libertà”, costituito tra gli altri dalla Lega e dal Front National. Salvini questa volta non ha osato la piazza e tutto si svolgerà al chiuso (si entra solo con prenotazione), in una sala di Milano Congressi in FieraMilanoCity. È prevista la presenza di numerosi parlamentari europei e soprattutto dei capi dei principali partiti dell’estrema destra istituzionale del continente, a partire da Marine Le Pen. Alcuni rumours parlano anche della possibile presenza di deputati omofobi del partito di Putin. In altre parole, sarà il lancio politico, rivolto anzitutto alla stampa nazionale (conferenza stampa il 29 mattina), del fascioleghismo come opzione di governo, nazionale e continentale, e la conferma pubblica e definitiva della collocazione della Lega nell’alveo della destra radicale e xenofoba europea.

Con l’aria che tira in Europa e mentre anche qui da noi razzisti e xenofobi soffiano quotidianamente sul fuoco, se non peggio, sarebbe davvero incomprensibile se il progetto della coppia Salvini-Le Pen non incontrasse a Milano una voce contraria. Per questo diverse realtà, unite nella firma Milano Antifascista, Antirazzista e Meticcia, hanno indetto un corteo per giovedì 28 gennaio, con partenza alle h. 18 aPagano. Nell’evento fb www.facebook.com/events/768303223281523/ trovate le info e gli aggiornamenti.

Per la mattina del 29 gennaio è previsto, inoltre, un corteo degli studenti, con partenza alle h. 9.30 da Cairoli. 

di Luciano Mulhbauer.

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Una firma contro il fascismo

Domenica 24 dicembre dalle ore 9:00 alle 12:00 a Senago in piazza A. Moro, 
saremo presenti con un banchetto per raccogliere le firme.
 

 

Si chiede l’immediato scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste, da Forza nuova a Casa Pound a Lealtà Azione alla Comunità militante dei dodici raggi e consimili, che traggono ispirazione dal passato ventennio mussoliniano come dal nazismo e che assumono come modelli di riferimento organizzazioni terroristiche e antisemite dello scorso secolo, come la Guardia di Ferro rumena e Le croci frecciate ungheresi.
Diversi esponenti di questi stessi raggruppamenti sono stati in questi anni protagonisti di atti apologetici del fascismo, violenze gravissime, spesso a sfondo razziale, e per queste ragioni condannati dalla giustizia ordinaria.
La volontà da parte di dette formazioni di ricostituire nel presente il partito fascista, contravvenendo alla legge, è un dato inconfutabile.
La stessa Corte di Cassazione, l’8 gennaio 2010 (sentenza 19449 Quinta sezione penale), riguardo Forza nuova, ribadiva la natura «nazifascista»dell’organizzazione.
Si richiede altresì da subito il divieto alle organizzazioni citate di poter accedere a spazi pubblici, all’aperto o al chiuso, per manifestazioni, convegni, concerti, raccolta firme o altre attività a fini propagandistici.

Anpi Senago

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Fascisti anche a Senago

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Come era ampiamente prevedibile, visto il clima che si respira in tutto il paese, anche Senago ha visto la comparsa di elementi fascisti sul proprio territorio

Preceduti una settimana prima da manifesti abusivi, nella mattina di domenica 22 novembre, in piazza Dalla Chiesa, l’organizzazione di estrema destra Forza Nuova ha potuto tranquillamente e sfacciatamente occupare il suolo pubblico con un gazebo e distribuire volantini che propagandavano idee razziste e xenofobe.

Un anno e mezzo fa, con facile preveggenza, Anpi Senago, Rete Antifascista Nord Ovest Milano e Sinistra Senago presentarono al Consiglio Comunale di Senago la richiesta di approvare un dispositivo antifascista che individuasse strumenti per prevenire il riemergere di forze che si richiamano a ideologie fasciste, razziste e xenofobe. La richiesta fu trasformata in mozione da parte di SEL.

Ma in Consiglio Comunale la minoranza (Lega Nord, Forza Italia e Vivere Senago), con l’appoggio di alcuni elementi della maggioranza, si oppose alla mozione antifascista e ne causò il ritiro e la bocciatura.

La Lega Nord dichiarò in quell’occasione che “non vi sono fascisti a Senago”.

Ecco, oggi è arrivata la smentita.

E’ intollerabile che organizzazioni che si richiamano a ideologie che vanno contro i valori ed i principi democratici espressi nella nostra Costituzione possano impunemente propagandare odio e rancore.

Anpi Senago, Rete Antifascista Nord Ovest Milano e Sinistra Senago faranno tutto quanto è possibile affinché queste organizzazioni non possano più operare sul nostro territorio.

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Il neofascismo e lo Stato: breve cronaca di un assurdo.

Forte contrasto dell’ANPI e dei Sindaci alla manifestazione di CasaPound; ma alla fine lo Stato non interviene.

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E’ nei primi giorni del mese che si viene a sapere di due iniziative: una “tre giorni” promossa da Forza Nuova a Cantù; la festa di CasaPound a Milano. “Anche questo 2015, il Campo Solare di Cantù vedrà le bandiere di Fn stagliarsi nel cielo settembrino”, recita il blog milanese dell’organizzazione di estrema destra.

CasaPound, non da meno, promuove la sua iniziativa negli stessi giorni: dall’11 al 13 settembre.

La reazione antifascista è immediata: il Presidente dell’Anpi nazionale Carlo Smuraglia scrive alle più alte cariche dello Stato chiedendo un intervento immediato perché Milano, Medaglia d’Oro alla Resistenza, non subisca l’oltraggio, l’Anpi di Milano promuove per l’11 settembre un presidio alla Loggia dei Mercanti, il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia pone il veto alla manifestazione dei “fascisti del 2000”.

In fuga da Milano, quelli di CasaPound chiedono ospitalità a Castano Primo, in provincia della metropoli lombarda, ma lo fanno per interposta associazione sportiva di copertura, sicché il Sindaco, ignorando la natura dei sedicenti festaioli, concede l’area. Ma quando, poco dopo, scopre l’arcano, dichiara: “siamo stati raggirati”. E, a sua volta, ritira il permesso. Intanto l’Anpi promuove un presidio di protesta anche a Castano Primo. Siamo al 12 settembre. Il Prefetto conviene col Sindaco di Castano.

Intanto il Presidente del Senato Laura Boldrini risponde alla lettera di Smuraglia dichiarando la sua impotenza dal punto di vista istituzionale, ma concordando pienamente dal punto di vista politico con le posizioni dell’Anpi.

Dopo tutto ciò, davanti alle iniziative dell’Anpi nazionale e Milanese, davanti al netto rifiuto dei due Sindaci, davanti al rigetto generalizzato dell’opinione pubblica, CasaPound, minacciando improbabili occupazione di Piazza Duomo a Milano, svolge comunque la sua festa a Castano Primo davanti ad un nutritissimo schieramento di forze dell’ordine che, però, non fanno nulla per impedire lo svolgimento – pur vietato – della manifestazione. Non c’era – va da sé – l’ordine di intervenire.

A questo punto ci si chiede come mai, davanti ad una conclamata, reclamata e ostentata violazione dei divieti da parte dell’organizzazione neofascista, il Ministro dell’Interno, ma più in generale lo Stato, non abbia risposto, se non in modo tremolante e subalterno.

da Patria Indipendente. (periodico dell’Anpi Nazionale)

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Il settembre nero della Lombardia

Fascismi. Forza Nuova a Cantù, Casa Pound a Milano: due raduni tra antisemismo e concerti nazi. La risposta antifascista

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L’hanno già ribat­tez­zato «il set­tem­bre nero» della Lom­bar­dia. Due gli appun­ta­menti, in con­tem­po­ra­nea, da venerdì 11 a dome­nica 13 set­tem­bre a Cantù e a Milano. Il primo è pro­mosso da Forza nuova, un mee­ting inter­na­zio­nale, il terzo dopo quelli del 2013 e 2014, che ave­vano visto la par­te­ci­pa­zione di espo­nenti di for­ma­zioni di estrema destra, neo­na­zi­ste e ultra­cat­to­li­che pro­ve­nienti da diversi paesi euro­pei, dal Bri­tish natio­nal party alla spa­gnola Demo­cra­cia Nacio­nal all’Hivm unghe­rese alla fran­cese Jeune nation.

Quest’anno è già stato pre­an­nun­ciato, tra gli ospiti, l’arrivo di una dele­ga­zione di Rina­scita nazio­nale polacca (Naro­dowe odro­d­ze­nie pol­ski), la più vec­chia tra le for­ma­zioni della destra radi­cale di que­sto Paese, legata al cir­cuito di Blood and Honour, il cui sim­bolo è stato ripreso da una for­ma­zione anti­se­mita degli anni Trenta, la Falange nazional-radicale. Lo slo­gan che ulti­ma­mente con­trad­di­stin­gue il Nop non lascia spa­zio ad equi­voci: «Fasci­smo? Noi siamo peggio!».

L’anno pas­sato i dibat­titi si erano prin­ci­pal­mente incen­trati sull’immigrazione con­tro lo Ius soli, oltre che con­tro l’aborto e l’omosessualità in difesa della fami­glia tra­di­zio­nale. Ora, con un mani­fe­sto che rimanda gra­fi­ca­mente al mito delle Ter­mo­pili, dal titolo «300 per l’Italia. For­giare le armi per le bat­ta­glie di oggi e di domani», si vira più verso uno stage di for­ma­zione interna.

Il luogo è sem­pre lo stesso, il «Campo solare», una strut­tura comu­nale messa a dispo­si­zione dal sin­daco Clau­dio Biz­zo­zero, a guida di una giunta com­po­sta da liste civi­che che nella pri­ma­vera del 2012 riu­sci­rono a pre­va­lere su tutti gli altri schie­ra­menti. Un sin­daco che è riu­scito, dando spa­zio ai fasci­sti, a con­qui­starsi indubbi momenti di noto­rietà. Anche in que­sta occa­sione, come in pas­sato, por­terà, ne siamo certi, il ben­ve­nuto dell’amministrazione comu­nale ai par­te­ci­panti della tre giorni di Forza nuova, ina­nel­lando spro­lo­qui circa la libertà di pen­siero, magari facen­dosi nuo­va­mente foto­gra­fare sotto una grossa croce cel­tica uti­liz­zata come inse­gna del festival.

La vera novità, a dif­fe­renza degli anni pre­ce­denti, è rap­pre­sen­tata dal fronte anti­fa­sci­sta che è andato a costi­tuirsi su un appello comune dal titolo «No al festi­val neo­na­zi­sta a Cantù», amplis­simo e tra­sver­sale, com­po­sto da mol­tis­sime sezioni dell’Anpi, che hanno ade­rito anche a livello regio­nale e nazio­nale, da diversi par­titi poli­tici (Pd, Prc, Pdci e Sel), dalle prin­ci­pali orga­niz­za­zioni sin­da­cati (Cgil, Cisl, Uil e Usb) e da mol­tis­sime asso­cia­zioni. Più di due­cento, al momento, le ade­sioni collettive.

Una rispo­sta che ha pun­tato a sen­si­bi­liz­zare la cit­ta­di­nanza, costretta ancora una volta a tol­le­rare la pre­senza di cen­ti­naia di neo­fa­sci­sti guar­dati a vista da plo­toni di poli­ziotti in tenuta anti­som­mossa, con prese di posi­zione, comu­ni­cati, volan­ti­naggi ai mer­cati, inter­ro­ga­zioni par­la­men­tari. La mobi­li­ta­zione sfo­cerà alla fine, sabato 12, in una pub­blica assem­blea nella sala del con­si­glio comunale.

Il secondo appun­ta­mento, a Milano, sarà invece orga­niz­zato da Casa Pound che qui vor­rebbe tenere il suo festi­val nazionale.

Il luogo è ancora rigo­ro­sa­mente tenuto segreto. Si sa di richie­ste per svol­gere parte delle ini­zia­tive nelle strut­ture di alcuni comuni della pro­vin­cia. Richie­ste avan­zate da asso­cia­zioni col­la­te­rali a Casa Pound. Secondo le pre­vi­sioni dovreb­bero comun­que con­fluire almeno due­mila persone.

Nel pro­gramma fatto fil­trare, in evi­denza la serata del 12 con un con­certo nazi-rock (in car­tello i Zeta­ze­roalfa, i Driz­za­torti e i Ddt, con il sim­bolo dell’organizzazione nazi­sta Todt appron­tata nel secondo con­flitto mon­diale per costrin­gere al lavoro coatto nei ter­ri­tori occu­pati), men­tre il giorno pre­ce­dente il clou sarebbe rap­pre­sen­tato da uno spet­ta­colo di bur­le­sque con cena su pre­no­ta­zione. Siamo sul vol­gare andante. Nulla al momento si cono­sce dei dibat­titi e degli ospiti invitati.

Dopo Lecce, dove si tenne l’edizione pre­ce­dente, con scor­ri­bande in città di teste rasate, aggres­sioni, risse e arre­sti (tra l’altro anche di diri­genti mila­nesi), si è alzato un certo allarme.

L’amministrazione comu­nale mila­nese per bocca del suo asses­sore alla sicu­rezza, Marco Gra­nelli, ha espresso il no della giunta Pisa­pia e ha chie­sto la con­vo­ca­zione urgente in pre­fet­tura del Comi­tato per l’ordine e la sicu­rezza. Secondo indi­scre­zioni que­stura e pre­fet­tura sareb­bero orien­tate a spo­stare l’evento fuori città.

Il pre­si­dente nazio­nale dell’Anpi, Carlo Smu­ra­glia, ha scritto al Governo, al Pre­si­dente della Repub­blica Ser­gio Mat­ta­rella e ai pre­si­denti di Camera e Senato, per invi­tare le «isti­tu­zioni demo­cra­ti­che» a porre un limite al dila­gare di que­ste manifestazioni.

Le rea­zioni dei gior­nali di destra («Libero» e «Secolo d’Italia») sono state tanto imme­diate quanto vio­lente e offen­sive nei con­fronti dei «pen­sio­nati dell’Anpi», in difesa dei «bravi ragazzi di Casa Pound» che si occu­pano di «poli­tica, cul­tura, soli­da­rietà e sport», dimen­ti­chi del numero ormai esor­bi­tante di con­danne, anche recen­tis­sime, di nume­rosi loro espo­nenti per atti vio­lenti gra­vis­simi. L’ultimo in luglio a Viterbo con pene da quat­tro a tre anni di car­cere a quat­tro diri­genti per un raid squa­dri­stico ai danni di gio­vani dei cen­tri sociali.

Il fatto è che Milano e la Lom­bar­dia si con­fer­mano come la città e la regione più «nere» d’Italia. Impres­sio­nante l’elenco di con­ve­gni, con­certi, raduni neo­na­zi­sti, spesso a carat­tere inter­na­zio­nale, degli ultimi due-tre anni.

Quasi impos­si­bile ricor­darli tutti, dal con­certo del 20 aprile 2013 a Mal­nate (Varese) per il com­pleanno di Adolf Hitler a quello del 15 giu­gno dello stesso anno a Rogo­redo (un quar­tiere di Milano), pro­mosso dagli Ham­mer­skin con neo­na­zi­sti da tutta Europa, al con­ve­gno mila­nese di Casa Pound con Alba dorata del 15 marzo 2014, al 1° novem­bre, con l’ennesimo con­certo nazi nei pressi di Trez­zano, con arrivi da Ger­ma­nia, Austria e Fin­lan­dia. E già si pre­para un nuovo appun­ta­mento, l’Hammerfest 2015, per la fine di novembre.

Sarebbe dav­vero ora di met­tere la parola fine.

di Saverio Ferrari, Marinella Mandelli da “Il Manifesto”

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