ADOSCENTI E GIOVANI NELL’ITALIA DI SETTANTA ANNI FA

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Liliana Segre fu arrestata da militari italiani in provincia di Varese l’8 dicembre del 1943. Aveva da poco compiuto 13 anni e con il padre stava tentando di attraversare il confine svizzero. Conobbe il carcere, prima quello di Varese, poi Como e infine San Vittore a Milano. Il 30 gennaio 1944 fu formato il convoglio che doveva trasportarla ad Auschwitz: partenza da Milano con tappa a Verona per caricare altre persone ebree provenienti dall’Itala Centrale. Con lei viaggiavano 36 bambini e 158 anziani, oltre a centinaia di adulti. La più giovane si chiamava Fiorella Calò, nata l’8 settembre del 1943, la più anziana Esmeralda Dina di 87 anni. Di quel convoglio solo 97 uomini e 31 donne superarono a selezione per la camera a gas. A Liliana Segre venne tatuato sul braccio il numero di matricola 75190. Nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau perse il padre e i nonni paterni, la madre morì quando Liliana non aveva compiuto ancora un anno. Fu liberata a Ravensbruk il 30 aprile 1945, dopo aver fatto la marcia della morte insieme ad altre 56 mila persone sfinite dalla fame, dalla violenza subita, dalla fatica e dalla paura. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz Liliana è tra i soli 25 sopravvissuti

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