Archivi del mese: marzo 2015

Chi ha deciso di dare una medaglia ad un ufficiale fascista?

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► Ho appreso dalla stampa la notizia della consegna di una medaglia, in una sala della Camera dei deputati, dove si trovavano anche il Presidente della Repubblica e la Presidente della Camera, ad un fascista della Repubblica di Salò.

La notizia appariva così incredibile (e grave) che sono stato lieto di apprendere, da una dichiarazione emanata dalla Presidenza della Camera, che la Presidente Boldrini non aveva dato alcun premio, né aveva in alcun modo concorso ad individuare il nome del “premiato” tra quelli meritevoli di onorificenza (sono parole pressoché testuali del comunicato della Presidenza della Camera).
Altrettanto credo sia accaduto per il Presidente Mattarella, ma non è possibile anticipare nulla al riguardo, finché non ci sarà qualche comunicazione da parte del Quirinale.

Di certo, un’onorificenza è stata consegnata dal Sottosegretario Del Rio e dunque a nome della Presidenza del Consiglio. Anche il Sottosegretario ignorava tutto? Sembrerebbe impossibile; comunque, chi ha proposto e deciso quella onorificenza proprio nell’anno del 70°anniversario della Resistenza? A quali criteri ha obbedito la speciale Commissione che valuta per la Presidenza del Consiglio le onorificenze? È veramente difficile accontentarsi della prospettazione di un “errore”, a fronte di situazioni che imporrebbero una vera sensibilità democratica.

Pensiamo che su questo debba essere fatta chiarezza assoluta ed al più presto. Altrimenti dovremmo pensare che la Presidenza del Consiglio, che si propone di celebrare il 25 aprile e il 70° è disponibile, al tempo stesso, a riconoscere “i meriti” di chi militò dalla parte della dittatura, del fascismo, della persecuzione degli ebrei, degli antifascisti e dei “diversi”.
Davvero, tutto questo appare inconcepibile; l’ANPI attende, comunque, chiarimenti precisi e definitivi e, soprattutto, che ognuno si assuma le responsabilità che gli competono.

Dopo di che, prenderemo – a ragion veduta – le nostre posizioni di antifascisti e di combattenti per la libertà, che non conoscono né tentennamenti né ambiguità, ma si riconoscono nella vera storia del nostro Paese e nella Costituzione che lo regola e pretendono che altrettanto facciano le istituzioni.

Carlo Smuraglia (Presidente Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)

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Archiviato in 25 aprile, antifascismo, resistenza

Mozione Antifascista; Ed alla fine è stata bocciata.

Partigiani sempre
Anpi Senago e Rete Antifascista Nord Ovest Milano hanno proposto al Comune di Senago una mozione antifascista, con l’adesione di Sinistra Senago. Essa è stata presentata in Consiglio Comunale dal consigliere Gianluca Pellegrin (SEL), ma è stata bocciata dal centrodestra, appoggiato in questo da una parte del PD.

Questo è avvenuto in un momento in cui le forze di estrema destra che si richiamano alle idee nazifasciste si stanno riorganizzando, grazie alla complicità ed al sostegno della Lega di Salvini, su tutto il territorio nazionale ed in special modo nell’area del Nord Milano

Eppure questa mozione era stata promossa proprio per invitare i comuni della zona a dotarsi di una sorta di antidoto, promuovendo azioni e iniziative atte a prevenire e respingere questi nuovi rigurgiti neo fascisti. Ma, a differenza di Comuni come Limbiate, Nova Milanese e Novate Milanese, il comune di Senago ha mostrato di avere non solo una memoria corta, ma anche una indifferenza, quando non addirittura una simpatia nei confronti di quei rigurgiti.

Forse bisognerebbe ricordare a questi consiglieri che essi siedono sugli scranni di una Istituzione repubblicana grazie all’impegno di uomini e donne i quali, indipendentemente dalla loro ideologia politica, dalla religione e dalla provenienza geografica e sociale, si sono riuniti in un fronte comune per liberare l’Italia e l’Europa dal nazifascismo e per questo sono anche morti, e Senago ne ha avuto anche la sua parte.

Ma, come sta capitando più spesso in questo nuovo millennio, ormai le istituzioni vengono mortificate dall’esigenza del pensiero unico del mercato e vengono utilizzate per fare sfoggio di violenze verbali e talvolta anche fisiche e per diffondere odi, rancori personali, razzismo e xenofobia, invece di essere elemento di partecipazione democratica dei cittadini alla vita pubblica del paese.
Come disse lo scrittore Mario Rigoni Stern: “Allora, nel 1938, non erano molti quelli che nell’imminente e prevedibile Seconda Guerra Mondiale vedevano l’orribile catastrofe nella quale sarebbero precipitati.”

Per fortuna ci sono ancora cittadini e cittadine, sopratutto giovani e anche non più giovani che, come allora, hanno avuto il coraggio di scegliere da che parte stare.

Vogliamo ringraziare i consiglieri di maggioranza Claudia Bassoli, Renzo Cavenago, Elisa Falci, Rocco Lucente, Riccardo Pacchiotti, Alessandro Sioli, Gianluca Pellegrin e il sindaco Lucio Fois, che hanno votato a favore della mozione, ricordando a tutti che a Senago c’è chi ancora si riconosce nei valori fondanti della nostra Costituzione e della Repubblica Italiana.

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Se la Regione a guida leghista dimentica la Resistenza

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La risposta alla nostra interrogazione della Giunta conferma i nostri sospetti: nessuna celebrazione in programma per il 70° della Liberazione, con la scusa della mancanza di fondi. Mentre la Lega marcia a Roma con Casa Pound…

La Lega marcia su Roma e mette nel dimenticatoio i valori fondanti della Repubblica. Il prossimo 25 aprile ricorrerà il settantesimo anniversario della Liberazione. E abbiamo appreso dalle parole del sottosegretario Fermi che Regione Lombardia non ha organizzato alcuna iniziativa per ripercorrere e commemorare l’evento. Uno schiaffo inaccettabile alle radici condivise del Paese e a chi ha combattuto per la libertà di noi tutti.

Secondo il sottosegretario non ci sarebbero risorse per finanziare la legge 1 del 2010 che prevede il sostegno alle attività di studio e ricordo sui fondamenti dell’assetto repubblicano. Eppure i soldi per organizzare convegni omofobi li trovano. E vanno pure in piazza insieme a CasaPound. Proprio ora che, secondo le stime delle forze di polizia, 150 mila nuovi fascisti aderiscono a movimenti che si rifanno ai valori del nazismo e che promuovono eventi e manifestazioni, in un panorama europeo dove emergono pesanti rigurgiti xenofobi. Proprio ora che occorrerebbe tenere ancor più alto il livello di attenzione e memoria.

La Resistenza ha rappresentato un momento di unità nazionale e dovrebbe costituire punto di riferimento irrinunciabile per tutte le forze politiche che si definiscono democratiche. Non possiamo davvero tollerare che Regione Lombardia si sottragga alla celebrazione dei fondamenti del nostro ordinamento costituzionale, nato sui valori dell’antifascismo, della Resistenza e della lotta di Liberazione.

Lucia Castellano (Capogruppo Patto Civico Consiglio Regionale della Lombardia)

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