La storia siamo noi

sana e robusta costituzione
► Riflessioni di una mattina di inizio settimana
Avevo ancor il cuore pieno del bel pomeriggio di domenica, trascorso alla Festa della Sezione Barona, con tanta gente, tanto calore, tanta “amicizia”, tanta speranza e progetti per il futuro; qualcosa che ti lascia felice, sereno, soprattutto per ciò che quel calore, quell’impegno, quell’amicizia, significano.
Mi risveglio e l’ascolto del giornale radio e della rassegna stampa è stato piuttosto brutale. Perciò ho deciso di non fare singole note, come al solito, ma di attenermi piuttosto al quadro complessivo.
La settimana si apre con la quasi certezza che sarà approvata la legge elettorale, una legge orrenda che si può riassumere nelle scarne ma decise parole di un commentatore: “una legge che doveva assicurare rappresentanza e governabilità e invece non riesce a garantire né l’una né l’altra”. Una bella prospettiva, non c’è che dire; e non tanto per la governabilità (alla fine qualche soluzione si dovrà trovare), quanto per la rappresentanza, che invece si appresta a ricevere un ulteriore e grave vulnus.
Poi, la notizia dell’esito elettorale in Austria. Un giovane che conquista il potere facendo proprie le peggiori idee nazionaliste, egoistiche e xenofobe della destra estrema. Il rischio di altri muri e di altro filo spinato, e quello di un governo di coalizione in cui potrebbe entrare, a vele spiegate, appunto, la destra estrema. E’ la conferma di quanto andiamo dicendo da tempo, che in Europa c’è uno slittamento verso una destra che non è solo conservatrice, ma peggio, quando addirittura non è una destra nera.
Il guaio è che il problema non è solo austriaco e comunque fornirà elementi di incoraggiamento per tutti i peggiori istinti che serpeggiano per il nostro Continente e per l’Unione europea, che è sempre più divisa e incapace di affrontare i rischi reali che si pongono davanti a tutti i Paesi.
Poi si avvicina (per veneti e lombardi) il voto referendario (inutile e dannoso) per l’ ”autonomia”. Un sondaggio, stamane, rivelava che l’autonomia – almeno in Lombardia – interessa ben pochi. Poi, è solo un referendum consultivo, che peraltro incide sui bilanci di questa Regione per una cinquantina di milioni, davvero spesi male, quando ci sono ben altri problemi e priorità e tante persone (italiane e non) che hanno bisogno di assistenza.
Rimbalza, poi, ancora la notizia che i fascisti romani vogliono fare la manifestazione che hanno preannunciato, con un cattivo gusto incredibile (la “marcia su Roma”) a tutti i costi, anche nonostante i divieti. Qui bisogna essere chiari e netti. Lo Stato ha ritenuto giustamente, che questa manifestazione non si può e non si deve fare; e non può certamente tollerare che la si faccia ugualmente. Altrimenti, si avrebbe un successo dei “dimostranti”, e una squalificazione degli organi dello Stato, che risulterebbero “imbelli” (come molti lo furono all’epoca della nascita del fascismo).
Noi faremo le nostre manifestazioni a Roma e in tutta Italia, con la nostra serenità, e con la nostra volontà di “informazione” e di formazione di cittadini e delle cittadine, che – prima di tutto – devono sapere di che cosa si tratta, cosa è stata la marcia su Roma, cosa è stato il fascismo; e dovrebbero ribellarsi al solo fatto che qualcuno osi richiamarsi ad una vicenda ed una data nefaste.

Insomma, una settimana, che si apre con notizie e fatti che quantomeno metterebbero di cattivo umore il più pacifico ed ottimista dei cittadini. Noi siamo contrari, per principio, al “cattivo umore”. Ci arrabbiamo, è vero, proviamo una profonda sensazione di ripulsa, ma poi reagiamo e facciamo quanto possibile perché le cose cambino. Il nostro lavoro ed il nostro impegno quotidiano, la nostra forza sono fatti di due elementi: il primo è costituto dal costante richiamo ai valori della Costituzione, che sono lì – ben saldi e intangibili – ad indicarci la strada; il secondo è costituito dalla nostra capacità di non arrenderci mai e di riuscire sempre a trasformare anche i momenti peggiori in un rinnovo del nostro impegno civile e politico.
Del resto, ne abbiamo viste tante (il fascismo, l’occupazione tedesca, il dopo guerra, le stragi fasciste, il terrorismo). Non ci siamo arresi ed anzi abbiamo trovato ogni volta la capacità di reagire. Non siamo soli: c’è tanta gente seria in giro, tanto volontariato, tante persone che normalmente si occupano del prossimo e tante che si indignano, magari silenziosamente, contro le nefandezze cui sono costrette ad assistere. Con loro e con i tanti che possono impegnarsi se non per sé per il futuro dei propri figli, troveremo il modo per ricondurre il Paese sui binari giusti, che sono poi quelli della Costituzione, dell’antifascismo e della democrazia. Potrà sembrare utopistico, ma un po’ di utopia ci ha aiutato anche nei momento più difficili e ci ha spinto a reagire. Semmai, dobbiamo fare di più; non basta richiamarsi ai valori della Costituzione ma bisogna pretendere che essa venga compiutamente attuata, rendendo così più democratico questo Paese, ridando a libertà e uguaglianza il senso che a questo binomio attribuirono i Costituenti, restituendo al lavoro il “valore “ che gli spetta, in virtù dell’art. 1, ricordando a tutti le parole più importanti che ricorrono nella Costituzione (scritte, e non) la dignità, il buon governo, la corretta amministrazione, l’etica nella politica ed anche nella vita privata, la democrazia e l’antifascismo.

Si fa presto, volendo, a passare dall’umore nero delle cattive notizie alla convinzione che, impegnandosi, si può cambiare il Paese, e fare in modo che esso diventi davvero quel Paese democratico e antifascista che è disegnato con chiarezza dalla Carta costituzionale e non deve restare confinato, appunto nella Carta. Basta crederci, volere e impegnarsi. Allora si apriranno un altro giorno, un’altra settimana, con auspici, speranze, certezze di ben altro rilievo.

CARLO SMURAGLIA, Presidente dell’Anpi Nazionale da “ANPINews”

 

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Corso di italiano per stranieri

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di | luglio 1, 2017 · 5:42 pm

ANPI Libri, Casa della memoria: “io non sto a guardare”

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IN VIA FEDERICO CONFALONIERI 14 – 20124 MILANO – MM5 lilla fermata Isola – MM2 verde fermata Melchiorre Gioia

9 maggio 2017, ore 18
VELIA SACCHI
Io non sto a guardare
Memorie di una partigiana femminista
A cura di Rosangela Pesenti. Manni, 2015
Ne discutono:
Rosangela Pesenti e Patrizia Consolo
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Velia Sacchi nasce a Bergamo nel 1921. Nel 1943, sposata e madre di una bimba, entra nella Resistenza occupandosi di propaganda antifascista e trasferimento di perseguitati in Svizzera. Fortunosamente rilasciata dopo un arresto, passa alla clandestinità, collabora con “l’Unità” e fonda l’Associazione femminile per la pace e la libertà, che confluirà nell’UDI, Unione Donne Italiane. Muore nel 2015. In questa autobiografia, che recupera pagine di diario della Resistenza, foto, documenti e alcune immagini, c’è il racconto in presa diretta di una vita che legge i grandi e piccoli eventi della storia sempre dal punto di vista della donna. Si parte dalla lotta di Liberazione, quando oltre al ruolo di staffetta, di accudimento, di coraggio quotidiano, la presenza femminile favorisce la diffusione di sentimenti, atteggiamenti, di quella rivolta morale che costituisce l’humus emotivo della Resistenza. E di questa la Sacchi racconta senza alcuna retorica anche le problematicità e i punti critici “di genere”: l’emarginazione dai posti di comando, le idee sessiste dei dirigenti e dei compagni di lotta, la violenza gratuita… Velia affronta poi i nodi politici del secondo Novecento, dalla democrazia incompiuta al tentativo di ricacciare nel silenzio delle case la questione, ancora non risolta, delle donne in Italia.
Patrizia Consolo è nata e vive a Milano. Ha collaborato con periodici italiani e stranieri con articoli di cultura, costume, inchieste. Ha diretto per oltre dieci anni la Casa Editrice Edizioni della Lisca di Milano. Ha pubblicato con Laterza il saggio Alba d’Autunno. La nuova anzianità, un libro oggetto di dibattiti mediatici e convegni. Ha pubblicato con Edizioni Leucotea il romanzo Non chiedere acqua alla luna.
Rosangela Pesenti, storica, scrittrice e attivista femminista. Insegnante nella Scuola Media Superiore, formatrice e Analista Transazionale (CTA), cura attività di formazione per donne e uomini, genitori, insegnanti, studenti sui temi del disagio, della gestione nonviolenta dei conflitti, della differenza di genere e storia politica delle donne, della migrazione. Attiva nell’Udi, dove è stata dirigente nazionale e ha vissuto negli anni ’90 con Lidia Menapace il Gruppo Scienza della vita quotidiana, collabora con numerosi gruppi di donne ed è tra le fondatrici della Convenzione delle donne di Bergamo e di Sconfinate. Tra le ultime pubblicazioni: Racconti di case. Il linguaggio dell’abitare nella relazione tra generi,

Ed.junior.www.rosangelapesenti.it

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COMUNICATO STAMPA

ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) e le forze democratiche ed antifasciste del Comune di Senago, in occasione del 25 Aprile 2017, 72° anniversario della Liberazione dell’Italia dalla dittatura nazifascista, e richiamandosi ai valori ispiratori della Resistenza, affermano la propria preoccupazione per fenomeni di revanscismo fascista culminati in alcuni episodi di ostentata manifestazione di simbologie che si richiamano più o meno velatamente al periodo ed all’ideologia fascista facendone ampio sfoggio in alcuni momenti pubblici. Nel giorno del 25 Aprile presso il Campo 10 del Cimitero Maggiore di Milano, è stato finalmente scongiurato il reiterarsi di una celebrazione che, con il pretesto di rendere omaggio ad alcuni defunti, che si macchiarono peraltro di tremendi crimini tra torture ed eccidi, è semplicemente stata occasione da anni per proclamare una commemorazione e rievocazione della Repubblica di Salò. Probabilmente molte persone accorreranno ugualmente a questo evento, declassato a “commemorazioni personali”, ma crediamo si debba mantenere alta l’attenzione su questi fatti. Inutile dire quanto questo ci veda e dovrebbe vedere la cittadinanza tutta indignata e preoccupata. Sul nostro territorio per ben quattro volte negli ultimi mesi abbiamo assistito alla presenza organizzata di forze politiche riconosciute apertamente come formazioni che si ispirano al neofascismo.

Ricordando e commemorando l’operato del compianto consigliere comunale di Senago, Gianluca Pellegrin, recentemente e prematuramente scomparso, che si fece promotore di un Ordine del Giorno antifascista all’interno del consesso del Consiglio Comunale di Senago, ANPI e le forze democratiche di Senago richiamano il contenuto di quel documento, approvato lo scorso anno, nel quale si ribadivano le ragioni vincolanti della Resistenza antifascista ed i valori di chi ha combattuto per la liberazione del nostro paese dal giogo di una dittatura totalitaria e sanguinaria.

Chiediamo quindi anche ai cittadini di Senago di tenere alta la soglia di attenzione anche sul nostro territorio rispetto ad episodi che mirano a contrastare il tessuto valoriale sul quale si fonda il nostro paese e la nostra libertà che direttamente discendono dalla Resistenza antifascista. Da parte nostra saremo attenti e vigili chiedendo ed appellandoci a tutte le forze politiche affinché vi sia analoga attenzione anche in occasione della composizione delle liste per le imminenti elezioni amministrative.

Anpi – Sezione di Senago

Area Progressista Senago

Insieme per Senago

Partito Democratico di Senago

Sinistra Senago

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25 aprile 2017 – Milano, Festa della Liberazione

Festa della Liberazione

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25 aprile a Senago – programma

xxv aprile 2017

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di | aprile 24, 2017 · 6:10 pm

Lutto per la scomparsa di Gianluca Pellegrin

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Ci raccogliamo, sgomenti e con cordoglio, attorno ai parenti ed alla compagna del giovane Gianluca Pellegrin, Consigliere Comunale di Senago. Lo ricordiamo  con affetto per le sue doti umane, come un protagonista dell’impegno antifascista ed in favore della legalità, nella lotta contro le mafie, nell’impegno faticoso e intenso in favore della città e per la difesa dei diritti civili.

I compagni di Sinistra Senago e gli iscritti ad ANPI Senago.

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