L’unica razza è quella umana

Assemblea 22 gennaio 2018

 

L’unica razza è quella umana!
Lunedì 22 gennaio, h.20 @ Arci Bellezza
ASSEMBLEA PUBBLICA
“Razzismo, disumanizzazione del nemico, costruzione del capro espiatorio: dall’iconografia e dalla propaganda degli anni 30 agli stereotipi di oggi”
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Verso la giornata della memoria e la manifestazione “MAI PIU’ nazifascismo, razzismo e lager”

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Provocazione fascista ai danni del PD di Senago. Comunicato di solidarietà dell’ANPI

Bandiera Anpi 4

All’inizio del nuovo anno, ormai a poca distanza dalle elezioni politiche e regionali, una presenza fascista si è mostrata in Senago col tentativo di forzare la sede del PD locale, e segnare il simbolo del fascio con sigilli e adesivi sulle porte d’ingresso. Violenza nei gesti, imposizione di una visione brutale della società. ANPI Senago depreca l’accaduto, esprime solidarietà al PD, auspica che l’amministrazione comunale vieti la presenza nel suo territorio di gruppi antistorici e che vanno contro i principi della Nostra Costituzione.

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Ancora una volta i fascisti a Senago

Casapound a Senago

Domenica 14 gennaio i “fascisti del terzo millennio” di Casapound hanno potuto aprire un gazebo a Senago, presidiato da una loro squadra.

Gli squadristi hanno distribuito volantini che chiedono una politica razzista della nostra Repubblica.

Dopo la reiterata presenza di Forza Nuova, altro partitino fascista attivo in Italia, Senago deve sopportare un nuovo affronto alla democrazia, di cui i fascisti si dichiarano nemici.

Il Consiglio Comunale di Senago approvò qualche anno fa una mozione che impegnava il Comune a vietare gli spazi pubblici a chi propaganda odio e razzismo ed a chi si ispira al fascismo.

L’attuale Amministrazione non si è curata dell’impegno preso, come la passata Amministrazione, del resto.

La presenza fascista in piazza a Senago può essere collegata alla recente provocazione che ha preso di mira la sede del Partito Democratico: una tentata effrazione, “firmata” da adesivi fascisti.

È evidente e non è nuovo il tentativo dei fascisti di colonizzare il territorio di Senago, con lo scopo di suscitare consenso attorno alle loro agghiaccianti tesi razziste.

L’Anpi, esprimendo solidarietà al Partito Democratico, vittima della provocazione fascista, denuncia con sdegno e preoccupazione l’occupazione del suolo pubblico senaghese da parte di un’organizzazione che si autodefinisce fascista e chiama alla vigilanza i democratici e gli antifascisti, le forze politiche e le associazioni democratiche.

Non si può lasciare senza risposta il tentativo di portare a Senago la barbarie razzista del passato.

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Irruzione squadrista nel Consiglio Comunale di Desio

Il fascismo è un crimine

I fascisti irrompono nel Consiglio Comunale di Desio, che tuttavia si svolge ugualmente, nonostante la presenza inquietante dei militanti di estrema destra.

Questi gli antefatti: l’organizzazione fascista “Forza Nuova” aveva richiesto al Comune di Desio di utilizzare il suolo pubblico per un banchetto di propaganda contro lo Ius Soli. La Giunta visiona preventivamente il materiale stampato e verifica che il partitino neofascista vuole distribuire un volantino in cui fa riferimento alla “resistenza etnica” degli italiani. La Giunta di Desio vieta il banchetto e la diffusione del volantino perché, come afferma il sindaco di Desio Roberto Corti in un’intervista radiofonica, la “resistenza etnica” ricorda il razzismo; inoltre, per Corti, il volantino fa riferimento al ventennio fascista ed appare contrario ai valori della Costituzione.

Per protesta contro il Sindaco e la Giunta, il 19 dicembre circa venti squadristi di Forza Nuova fanno allora irruzione in Consiglio Comunale a Desio, interrompendolo e fronteggiando minacciosamente i presenti, mostrando cartelli che recitano “Noi non possiamo parlare”.
La Polizia Locale sequestra i cartelli ed i fascisti assistono in silenzio al Consiglio Comunale.

L’Anpi di Desio ha già stigmatizzato duramente l’accaduto.

Il comportamento antifascista del sindaco di Desio è stato esemplare ed insegna qualcosa anche al mondo politico senaghese.
Roberto Corti aderisce al PD, lo stesso partito dell’ex sindaco di Senago Luciano Fois. Eppure, quando Forza Nuova si presentò a Senago per propagandare le stesse idee contrarie alla Costituzione, né Fois né alcun altro componente della sua Giunta si curò di visionare il materiale e di vietare le raccapriccianti iniziative fasciste, asserendo che ai fascisti non si può negare di esprimersi.
Così per tre volte Forza Nuova poté liberamente agire sul suolo senaghese, facendo giungere militanti da altri paesi per propagandare il proprio odio, il razzismo, il fascismo.

Oggi il PD senaghese dovrebbe prendere lezioni da quello di Desio; se davvero si vuole fare antifascismo, si può vietare ai fascisti di fare propaganda.
E’ possibile farlo.
Non era vero che non si poteva impedire a Forza Nuova di manifestare: il sindaco di Desio, Roberto Corti, lo ha provato.
Se a Senago questo non è stato fatto, è perché la Giunta Fois non ne ha avuto la capacità o la volontà.

Come si comporterà la nuova giunta che amministra Senago nel caso di richieste di presenza nel territorio da parte di gruppi di estrema destra? Possiamo prevedere la risposta, ma possiamo prevedere anche la risposta dell’ANPI, ferma e civile.

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La destra è un pericolo per il Paese

Il fascismo è un crimine

Il fascismo ormai è stato sdoganato, in Italia, da decenni di ammiccante noncuranza, di rimozione del passato, di opportunismo politico, di compiacente fiancheggiamento.

Così, è ormai passata l’assurda idea che anche il fascismo è un’idea politica e allora chi la professa deve avere la possibilità di manifestarla. Tanto che le organizzazioni fasciste possono presentarsi alle elezioni della Repubblica Italiana.

Invece, la stessa esistenza di organizzazioni che si richiamano al fascismo è contro le leggi vigenti; ma purtroppo il clima politico ha reso possibile, paradossalmente, un’interpretazione delle leggi (Scelba, Mancino) che le nega.

La Costituzione è chiarissima, nelle Disposizioni Finali che vietano la ricostituzione del Partito Fascista “sotto qualsiasi forma”. Ma anche la Carta Costituzionale è disattesa: organizzazioni come Casapound, Forza Nuova, Lealtà e Azione possono tranquillamente esercitare la loro attività politica, fatta di odio, sopraffazione e violenza. E possono svolgere la loro attività finanziaria.

Una recente inchiesta de “l’Espresso” ha rivelato impressionanti particolari relativi al modo in cui la destra fascista si procaccia i fondi necessari alla propria azione: un intreccio di affari poco chiari che attraversa l’Europa ed il nostro Paese permette a queste organizzazioni di arricchirsi.

Inoltre, gli avvenimenti di Ostia, dove una famiglia in odore di mafia ha dato il proprio appoggio a Casapound in occasione delle elezioni amministrative, fanno capire che, per entrare nelle istituzioni, i fascisti non si fermano davanti a nulla e che possono accordarsi con la criminalità organizzata.

Fino a dove dovrà arrivare l’infiltrazione della destra e della malavita nelle Istituzioni?

Non si può più rimandare lo scioglimento di tutte le organizzazioni che si richiamano al fascismo.

Sono un pericolo per tutto il Paese.

La Repubblica ha dimostrato di non avere gli anticorpi democratici per difendersi dalle infiltrazioni nelle proprie istituzioni: la mafia entra nei Consigli Comunali e la corruzione dilaga. Vogliamo trovarci domani con i fascisti che riprendono il potere, sia pure “democraticamente”?

Gli antifascisti devono impedirlo.

Il fascismo non è un’opinione. È un crimine.

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La storia siamo noi

sana e robusta costituzione
► Riflessioni di una mattina di inizio settimana
Avevo ancor il cuore pieno del bel pomeriggio di domenica, trascorso alla Festa della Sezione Barona, con tanta gente, tanto calore, tanta “amicizia”, tanta speranza e progetti per il futuro; qualcosa che ti lascia felice, sereno, soprattutto per ciò che quel calore, quell’impegno, quell’amicizia, significano.
Mi risveglio e l’ascolto del giornale radio e della rassegna stampa è stato piuttosto brutale. Perciò ho deciso di non fare singole note, come al solito, ma di attenermi piuttosto al quadro complessivo.
La settimana si apre con la quasi certezza che sarà approvata la legge elettorale, una legge orrenda che si può riassumere nelle scarne ma decise parole di un commentatore: “una legge che doveva assicurare rappresentanza e governabilità e invece non riesce a garantire né l’una né l’altra”. Una bella prospettiva, non c’è che dire; e non tanto per la governabilità (alla fine qualche soluzione si dovrà trovare), quanto per la rappresentanza, che invece si appresta a ricevere un ulteriore e grave vulnus.
Poi, la notizia dell’esito elettorale in Austria. Un giovane che conquista il potere facendo proprie le peggiori idee nazionaliste, egoistiche e xenofobe della destra estrema. Il rischio di altri muri e di altro filo spinato, e quello di un governo di coalizione in cui potrebbe entrare, a vele spiegate, appunto, la destra estrema. E’ la conferma di quanto andiamo dicendo da tempo, che in Europa c’è uno slittamento verso una destra che non è solo conservatrice, ma peggio, quando addirittura non è una destra nera.
Il guaio è che il problema non è solo austriaco e comunque fornirà elementi di incoraggiamento per tutti i peggiori istinti che serpeggiano per il nostro Continente e per l’Unione europea, che è sempre più divisa e incapace di affrontare i rischi reali che si pongono davanti a tutti i Paesi.
Poi si avvicina (per veneti e lombardi) il voto referendario (inutile e dannoso) per l’ ”autonomia”. Un sondaggio, stamane, rivelava che l’autonomia – almeno in Lombardia – interessa ben pochi. Poi, è solo un referendum consultivo, che peraltro incide sui bilanci di questa Regione per una cinquantina di milioni, davvero spesi male, quando ci sono ben altri problemi e priorità e tante persone (italiane e non) che hanno bisogno di assistenza.
Rimbalza, poi, ancora la notizia che i fascisti romani vogliono fare la manifestazione che hanno preannunciato, con un cattivo gusto incredibile (la “marcia su Roma”) a tutti i costi, anche nonostante i divieti. Qui bisogna essere chiari e netti. Lo Stato ha ritenuto giustamente, che questa manifestazione non si può e non si deve fare; e non può certamente tollerare che la si faccia ugualmente. Altrimenti, si avrebbe un successo dei “dimostranti”, e una squalificazione degli organi dello Stato, che risulterebbero “imbelli” (come molti lo furono all’epoca della nascita del fascismo).
Noi faremo le nostre manifestazioni a Roma e in tutta Italia, con la nostra serenità, e con la nostra volontà di “informazione” e di formazione di cittadini e delle cittadine, che – prima di tutto – devono sapere di che cosa si tratta, cosa è stata la marcia su Roma, cosa è stato il fascismo; e dovrebbero ribellarsi al solo fatto che qualcuno osi richiamarsi ad una vicenda ed una data nefaste.

Insomma, una settimana, che si apre con notizie e fatti che quantomeno metterebbero di cattivo umore il più pacifico ed ottimista dei cittadini. Noi siamo contrari, per principio, al “cattivo umore”. Ci arrabbiamo, è vero, proviamo una profonda sensazione di ripulsa, ma poi reagiamo e facciamo quanto possibile perché le cose cambino. Il nostro lavoro ed il nostro impegno quotidiano, la nostra forza sono fatti di due elementi: il primo è costituto dal costante richiamo ai valori della Costituzione, che sono lì – ben saldi e intangibili – ad indicarci la strada; il secondo è costituito dalla nostra capacità di non arrenderci mai e di riuscire sempre a trasformare anche i momenti peggiori in un rinnovo del nostro impegno civile e politico.
Del resto, ne abbiamo viste tante (il fascismo, l’occupazione tedesca, il dopo guerra, le stragi fasciste, il terrorismo). Non ci siamo arresi ed anzi abbiamo trovato ogni volta la capacità di reagire. Non siamo soli: c’è tanta gente seria in giro, tanto volontariato, tante persone che normalmente si occupano del prossimo e tante che si indignano, magari silenziosamente, contro le nefandezze cui sono costrette ad assistere. Con loro e con i tanti che possono impegnarsi se non per sé per il futuro dei propri figli, troveremo il modo per ricondurre il Paese sui binari giusti, che sono poi quelli della Costituzione, dell’antifascismo e della democrazia. Potrà sembrare utopistico, ma un po’ di utopia ci ha aiutato anche nei momento più difficili e ci ha spinto a reagire. Semmai, dobbiamo fare di più; non basta richiamarsi ai valori della Costituzione ma bisogna pretendere che essa venga compiutamente attuata, rendendo così più democratico questo Paese, ridando a libertà e uguaglianza il senso che a questo binomio attribuirono i Costituenti, restituendo al lavoro il “valore “ che gli spetta, in virtù dell’art. 1, ricordando a tutti le parole più importanti che ricorrono nella Costituzione (scritte, e non) la dignità, il buon governo, la corretta amministrazione, l’etica nella politica ed anche nella vita privata, la democrazia e l’antifascismo.

Si fa presto, volendo, a passare dall’umore nero delle cattive notizie alla convinzione che, impegnandosi, si può cambiare il Paese, e fare in modo che esso diventi davvero quel Paese democratico e antifascista che è disegnato con chiarezza dalla Carta costituzionale e non deve restare confinato, appunto nella Carta. Basta crederci, volere e impegnarsi. Allora si apriranno un altro giorno, un’altra settimana, con auspici, speranze, certezze di ben altro rilievo.

CARLO SMURAGLIA, Presidente dell’Anpi Nazionale da “ANPINews”

 

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Corso di italiano per stranieri

corso

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di | luglio 1, 2017 · 5:42 pm